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Cambiamenti
di Elena Fiamenghi
 
 


Ancora una volta mi trovo a pensare al cambiamento, ai cambiamenti che ognuno di noi, lo voglia o meno, è chiamato a mettere in atto nel corso di questa vita.
Sono passati sei anni da quando Franco Bottalo mi ha offerto la grande opportunità di cominciare l'avventura dell'insegnamento. Questo ruolo mi ha dato, tra l'altro, il privilegio di poter osservare da vicino molteplici comportamenti, atteggiamenti e caratteri di persone molto diverse tra loro per età e attitudini. Uomini, donne, ragazzi che hanno scelto di esplorare il mondo dello shiatsu e della Medicina Tradizionale Cinese.
Anno dopo anno, classe dopo classe, ho assistito a vere e proprie trasformazioni di vita, in cui spesso mi sono addirittura specchiata.
Leggendo numerosi scritti di allievi comparsi in questi anni nella bacheca della scuola, ho ritrovato persone non solo coinvolte e affascinate dallo shiatsu, ma anche desiderose di raccontare in maniera estremamente aperta e libera l'emozione di vedere la propria vita cambiare grazie allo shiatsu.
Ho compreso così quanto potere possa avere un "semplice" corso come il nostro su molte esistenze e in queste poche righe mi vorrei chiedere perché.
Certo, noi tutti, nell'arco di tre anni cambiamo: a volte ci troviamo a confrontarci con noi stessi e a scoprire qualcuno che ci sfugge, ci meraviglia persino fisicamente.
Guardando una fotografia di qualche anno prima, magari notiamo che siamo invecchiati (che non vuol sempre dire peggiorati), che abbiamo preso qualche chilo (un segno di ammorbidimento?) oppure semplicemente che abbiamo cambiato look (nella forma, ma anche nella sostanza).
Ma perché a questo cambiamento "fisiologico", in molti allievi che in questi anni ho visto passare sui fouton, si aggiunge una trasformazione più eclatante?
La risposta che nasce in me spontaneamente è sempre la stessa: molti cambiano perché finalmente si lasciano andare, o meglio si arrendono, e si aprono, scoprendo un modo nuovo, meraviglioso e silenzioso, di entrare in contatto con l'altro con sempre meno barriere o sovrastrutture, attraverso il contatto con le mani (ma che va ben oltre le mani), percependo il mistero e il rispetto che deriva da tutto ciò.
Lentamente, stando seduti ore e ore assieme, esplorano come bambini un mondo di emozioni e sensazioni nuove, che li cambia, li trasforma, senza che molti ne siano inizialmente consapevoli.
Ecco perché ho visto persone frequentare il corso introduttivo mescolando curiosità e scetticismo per poi abbandonare piano piano le proprie resistenze e sperimentare, lezione dopo lezione, che "qualcosa" succede nell'avvicinarsi ad un'altra persona in un modo del tutto sconosciuto.
Inizialmente gli allievi pensano che questo "qualcosa" si limiti al cambiamento, al miglioramento delle condizioni di chi viene trattato (che rimane comunque l'obiettivo principale della nostra disciplina). Presto o tardi, però, quasi tutti si accorgono che ascoltare veramente l'altro sortisce un effetto imprevedibile: cambia se stessi.
Non per tutti questa trasformazione si presenta facile: ho visto persone, nel corso del triennio, mettere in discussione il proprio lavoro, sentirsi insoddisfatte e frustrate dopo aver creduto per anni che quella era l'occupazione giusta per loro, oppure uomini e donne con il pallino della "scientificità" contattare la loro parte più sottile, quella che non ha né domande né risposte, ma semplicemente è.
In altre parole ho visto persone entrare in crisi.
Forse non è casuale che la parola "crisi" in cinese sia formata da due ideogrammi: "opportunità" ed "evoluzione". Infatti, nessuno esce da una crisi personale in condizioni peggiori di quando vi è entrato e comunque sempre, con i dovuti tempi, da un periodo di destabilizzazione si esce con più chiarezza sul proprio cammino terrestre. E naturalmente al cambiamento interiore segue un mutamento di postura, come se le corazze fino ad allora indossate fossero diventate obsolete.
E' noto che il soma impiega più tempo a cambiare rispetto al mentali, così veloce ed impalpabile. Tuttavia, pur in un arco di tempo breve come tre anni ho spesso osservato spalle chiuse, toraci con voglia inespressa di respiro, persino volti poco disposti al sorriso, modificarsi ed aprirsi, ripulendosi da tensioni divenute non più attuali.
Non si tratta ovviamente di miracoli, ma di umane possibilità. Sono quelle che lo shiatsu ha il merito di stimolare, offrendo ad ogni persona - nella sua unicità - fiducia nelle proprie capacità di ascoltarsi e ascoltare il prossimo, esplorando incessantemente l'onda di energia che unisce tutto e tutti.

Tratto da "Shiatsu Xin Informa" n. 0 (set. '99)

 
     
     
 
 
   
   
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