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Ling e Shen
di Franco Bottalo
 
 


Il termine Shen è diventato, negli ultimi anni, piuttosto utilizzato e conosciuto fra coloro che praticano e si interessano di Medicina Cinese Antica e di discipline energetiche in generale. Tempo fa si tendeva a tradurre Shen in uno dei termini delle lingue occidentali; si è parlato di “Mente”, di “Spirito” o anche di “Spiriti”. Ultimamente si preferisce lasciare il termine cinese non tradotto e cercare di renderne il significato, cercando così di andare al di là dei condizionamenti storici e culturali che la scelta di un termine della nostra cultura comporterebbe. Shen è l’infinito, quel qualcosa che, essendo in ognuno di noi ma senza essere nostro, ci consente di percepire un senso di solidarietà e di unione con tutto l’Universo. Shen è il “respiro infinito”, ognuno di noi respira la stessa aria, che entra nei nostri polmoni e, entrandovi, possiamo dire che è nostra, ma allo stesso tempo sappiamo che non lo è. E quest’aria poi esce ed è cosi di nuovo parte dell’infinito. Shen è ciò che può dare un senso alla nostra vita, vista come un percorso per riscoprire la nostra appartenenza ad un tutto; un viaggio sotto la guida dello Shen, un viaggio che porta il singolo individuo, finito, a immergersi nell’infinito, nel tutto. Per questo a Shen sono stati associati anche i concetti di Infinito, Dio e altro ancora.
Nel suo ideogramma, a sinistra abbiamo il carattere che indica le forze celesti (l’infinito) e che dà la pronuncia Shen, e a destra il radicale che vuol dire forze naturali, o anche antenati. Shen vuol dire estendersi: il nostro Spirito ha bisogno di estendersi per compiere le cose che ancora non abbiamo compiuto, per percorrere la strada che ancora non abbiamo percorso. Quello che dobbiamo fare è però anche legato a quello che abbiamo già fatto, alla nostra storia precedente, alle nostre vite precedenti, ai nostri antenati. Lo Spirito ha una lezione non finita, un compito non portato a termine, e per portarlo a termine ha bisogno di un veicolo, di un corpo. Attraverso l’unione sessuale si compie un rituale che invoca, “invita” il cosmo, l’Infinito, lo Spirito potenziale a venire e consentire che l’unione divenga concepimento. L’Universo danza, e danzando crea. Lo Shen da infinito si fa finito, prendendo dimora in un individuo, divenendo l’Essenza di quell’individuo: con quei genitori, quel contesto sociale e culturale che gli consentano di compiere le esperienze che deve compiere, di vivere la vita che deve vivere, di apprendere le lezioni che deve apprendere. Allora lo Shen si incorpora attraverso il Jing che i genitori si stanno mutuamente scambiando; e questo incorporarsi dello Shen diviene allora Ling.
Jeffrey Yuen usa la metafora dell’energia elettrica e dice che Shen è l’energia elettrica, mentre Ling rappresenta la vibrazione dell’energia. Noi sappiamo che l’elettricità è tutta attorno a noi, come lo Shen, ma per poter percepire realmente l’elettricità, per poterci rendere conto che c’è davvero, dobbiamo poterla imbrigliare. Possiamo, ad esempio, incanalarla in un filo e averne una manifestazione tangibile: come l’accendersi di una lampadina o il ruotare di un motore, e allora possiamo affermare “sì, c’è elettricità”, anche se l’elettricità è tutta attorno. Così lo Shen, che quando è imbrigliato chiamiamo Ling; noi non possiamo percepire lo Shen, ma possiamo sentire Ling, la vibrazione dell’Infinito, che di per sé è silenzio.
Ling rappresenta quindi l’incorporarsi dello Shen e potrebbe essere tradotto con Anima. Nella religione cinese si parla di sette anime; in Medicina Cinese di solito se ne analizzano cinque: Hun, Po, Yi, Zhi e Shen Ming, i cinque aspetti dello Shen individuale, che più correttamente dovrebbero essere detti i cinque aspetti del Ling. A questi cinque vanno aggiunti poi Zhi-saggezza e Li-principi.
Per percorrere la strada che dobbiamo percorrere, abbiamo bisogno, oltre ai cinque aspetti dello Shen che già conosciamo, anche di saggezza e di principi. Zhi-saggezza vuol dire comprendere se stessi; in Zhi c’è il carattere di conoscere e quello che conosciamo è essenzialmente noi stessi. Li, che viene tradotto con principi, è l’ideogramma che indica anche “il miglio”, la distanza (come Li nel punto Zu San Li, ST 36): abbiamo una strada, una distanza da percorrere e i principi ci fanno stare sul sentiero che dobbiamo percorrere.
Percorro la mia strada e quando non sento più il bisogno di percorrere altre strade, quando non ho più desideri da realizzare, quando sono sovrano e quindi pienamente integro, allora posso dire di avere pienamente conseguito la conquista che il Cuore si prefigge, la liberazione di tutto e da tutto, allora l’anima è libera, non ha più bisogno di incarnarsi, non c’è più un lavoro incompiuto da compiere e Ling ritorna ad essere Shen, il finito diviene infinito.
Lo Shen, lo Spirito, è impersonale e per questo motivo può penetrare in tutte le cose, senza curarsi che queste siano buone o cattive, belle o brutte. Essendo impersonale, è esente dal giudizio, che deriva sempre da un senso di separazione. Ling è invece incorporazione, prendere forma; è a lui che è associato il concetto di anima, ma anche quello di spettro. Per questo in tutte le pratiche esorcistiche, in cui un’anima ne ha violata un’altra, si interviene per liberare il Ling di quella persona.
Quando l’Anima ha compiuto il suo percorso, si “disintegra”, torna ad essere Shen; per cui si può anche dire che Ling è Shen, nel senso che quando se ne va Ling, torna ad emergere Shen. Tutto attorno e dentro di noi è Shen, ma lo Shen non si può afferrare, né vedere, né comprendere. Quando riusciamo ad afferrare parliamo allora di Ling, per questo abbiamo detto che quando si parla di Hun, Po, Yi, Zhi, Zhi-saggezza e Li si dovrebbe riferirli a Ling e non a Shen, perché lo Shen non si può capire. Attraverso Ling, però, possiamo avere una percezione di Shen. E’ lo stesso concetto del Dao, a proposito del quale Lao Tsu dice “il Dao di cui si può parlare non è il vero Dao”.
Un altro aspetto di Ling è che pur essendo diverso in ognuno di noi, come diverse sono le vibrazioni dell’energia, è anche comune a tutti i noi, come unica è l’energia. Questo fa sì che ci si possa mettere in contatto con il Ling di altri, che si possa cogliere la vibrazione dell’energia e riconoscerla.
Questa è la modalità fondamentale di lavoro degli Sciamani, che sentono la vibrazione, la tempesta di energia e le danno un senso, una direzione; dirigono creativamente la potenza degli elementi. Questa idea è chiaramente espressa dall’ideogramma di Ling, che nella sua parte infieriore racchiude quello di Wu, Sciamano (ideogramma). A sua volta, l’ideogramma di Sciamano racchiude quello di Ren, Uomo, Umanità (ideogramma), a indicare che lo Sciamano coglie quello che l’Uomo è in Essenza, lavora sull’Essenza dell’Uomo e lo aiuta a coglierla al di là delle apparenze. C’è un altro mondo (è il concetto del Nagual rispetto al Tonal espresso da Castaneda) che si estende sopra e sotto di noi e gli Sciamani sono particolarmente in grado di percepirlo e mettervisi in contatto: entrano nelle tempeste (sia quelle naturali che quelle di ogni individuo) e ne traggono indicazioni e potenza sul come agire, sul saper cosa fare. Il radicale di Wu compare nel primo carattere per designare il medico, che fu poi sostituito da quello che indica giara, otre (simbolo delle sostanze medicamentose che somministra il medico), poiché i medici istituzionali, ad un certo punto, non vollero essere confusi con gli Sciamani (la storia si ripete!). Molti clinici famosi dell’antichità erano Sciamani, Wu: lo era Hua To (quello dei punti Hua To Jia Ji) e probabilmente anche Sun Si Miao, il famoso medico del VII secolo che sviluppò la lista dei tredici punti fantasma, utilizzati per le pratiche esorcistiche. Lo Sciamano è quindi una persona particolarmente sensibile e abile nel mettersi n contatto con il vibrare del Ling, l’incorporamento dello Shen.
Questo è anche quello che, in parte, facciamo nel nostro lavoro come terapeuti: cogliere la qualità della vibrazione dell’altro e aiutarla a muoversi nella sua direzione, aiutarla a percorrere la sua strada, a compiere il suo destino, consentendo infine la sua liberazione, per cui Ling torni a perdersi nello Shen infinito.

Tratto da "Shiatsu Xin Informa" n. 2

 
     
     
 
 
   
   
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