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A proposito della pressione e dello Stile Xin
di Franco Bottalo
 
 


Spesso si parla di stili di Shiatsu e di modi di premere; spesso all’interno di una data scuola si sente il bisogno di definire il proprio modo di lavorare, di definire le caratteristiche specifiche del proprio stile, di definire le qualità del modo di premere che gli insegnanti trasmettono agli allievi.
Per quanto riguarda le nostre scuole, non credo ci sia qualcosa che possiamo definire “pressione Xin”, poiché non riteniamo che ci possa essere un modo di premere che sia in assoluto migliore di altri: la pressione leggera non è migliore di quella pesante, il palmo non è meglio del gomito o viceversa.
La pressione, e perfino la qualità della pressione, non è un traguardo da acquisire, una meta da raggiungere. La pressione è un percorso, è una strada, che ci porta in contatto con l’altro; niente più e niente meno. La strada della pressione poi ha, come ogni strada, proprie caratteristiche o, se vogliamo, “aspetti”.
Il primo aspetto è l’attenzione, o anche la presenza. Sappiamo che uso del peso, respiro, perpendicolarità e postura sono “sottostrumenti per accedere a questo livello, a questo strumento che è l’attenzione.
Il secondo aspetto, che nasce dal primo, è la risposta alla nostra pressione. Premere vuol dire essere premuti, come amare vuol dire essere amati; e saremo amati con tutte le imperfezioni con cui amiamo.
Il terzo aspetto è l’adeguamento, che nasce come “risposta alla risposta”. Potremmo chiamarlo anche “imparare dall’esperienza”: premo, ne ho una risposta (vengo premuto) e da questo imparo.
Questi tre aspetti modulano, regolano e dirigono due “qualità”, due caratteristiche della pressione:
a - intensità (pressione leggera, forte, sfiorante…)
b – tecnica (palmo, gomito, pollice, pressione vibrante o rotatoria…).
Possiamo anche vedere queste due caratteristiche della pressione come gli strumenti attraverso i quali applichiamo ciò che ci viene indicato dai tre aspetti menzionati in precedenza (attenzione, risposta, adeguamento).
Pertanto, se proprio volessimo dare una definizione di com’è la pressione Xin, potremmo forse dire che è “una pressione che impara” o “una pressione che si adegua”. Parafrasando il Maestro Jeffrey Chong Yuen, potremmo dire che è “una pressione libera”, libera nel senso che è pronta a cambiare in base all’esperienza che fa, e cambiamento è libertà.
Premere è come entrare in una casa. Cosa c’è in una casa? Dipenderà dalla casa in cui si è entrati e da dove si va a guardare.
Nessuno può dire quello che c’è in una casa finché non ci entra, finché non la esplora e osserva, e troverà cose diverse a seconda di quali angoli e stanze della casa andrà ad esplorare: se si va a cercare in cucina, si troveranno cose diverse che se si andrà a cercare in camera da letto. Naturalmente se siamo già stati altre volte in una determinata casa, potremo esserci fatti già un’idea di quello che potremo trovare, anche se non si possono avere certezze. E così pure, avendo frequentato e conosciuto case simili a quella che stiamo per esplorare, possiamo costruirci un’idea di quello che possiamo trovare in una casa nuova.
Inoltre, avendo ispezionato varie parti di una casa, possiamo costruirci un’idea generale di com’è quella casa e di chi la abita; ma sarà necessaria un’esplorazione accurata e spesso ripetuta perché ci si possa fare davvero un’idea di com’è la persona che l’abita.
Allo stesso modo, quando esploriamo il corpo di una persona con le mani, questo rappresenta sempre una nuova esperienza, anche se l’accumulo di esperienze precedenti, nostre e di altri, può esserci utile per comprendere meglio e più rapidamente quella data persona. Ma ci vorrà del tempo, a volte molto tempo, per poterci fare un’idea dell’Anima che l’abita.

Tratto da "Shiatsu Xin Informa" n. 10

 
     
     
 
 
   
   
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