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La Medicina Tradizionale Cinese e lo Shiatsu come vie medianiche della cultura buddista in Occidente
di Massimo Beggio
 
 


……Lo Shiatsu è una tecnica di massaggio terapeutico di origine giapponese che affonda le sue radici e le sue basi fondamentali nella Medicina Tradizionale Cinese.
Con questo nome si intende la Medicina Cinese antica, diffusa in tutta la Cina sin dai tempi più lontani. Se ne trovano tracce a partire dal III°-IV° millennio A.C., mentre troviamo i suoi insegnamenti fondamentali raccolti in alcuni libri classici, o Canoni, intorno al II°-III° secolo prima dell’era cristiana. Questa medicina è ancora oggi insegnata e studiata nelle Università e viene praticata regolarmente negli Ospedali di quel paese accanto alla medicina Occidentale.
Nel nostro paese, così come in altri paesi occidentali, tutti coloro che oggi si avvicinano allo studio dello Shiatsu per una conoscenza ad uso professionale, si trovano approfondire lo studio di questa medicina cinese della tradizione.
Questo perché lo Shiatsu non è altro che una tecnica di stimolazione energetica allo stesso modo di altre, quali ad esempio l’agopuntura o altre tecniche più o meno note.
E le sue basi teoriche, nel senso della conoscenza delle cause della malattia e dei princìpi attraverso i quali riportare un organismo umano ad uno stato di buona salute, risiedono nei fondamenti di questa medicina cinese antica di secoli.
In questo pensiero medico tradizionale, e più in generale nella cultura della tradizione cinese che lo ha prodotto, sono contenuti a mio avviso molti elementi che hanno una certa affinità con il pensiero buddista e che di conseguenza ne favoriscono e ne hanno favorito la diffusione.
La Medicina Tradizionale Cinese è particolarmente legata al pensiero religioso taoista. Lo spirito del taoismo ha informato tutto il pensiero scientifico della Cina antica e i concetti fondamentali della medicina hanno sempre fatto riferimento al modo in cui il taoismo concepisce la vita nelle sue grandi linee. In questo senso, e per queste ragioni, possiamo affermare che questa medicina è particolarmente ‘spirituale’.
Uno dei libri più antichi della Medicina Cinese è lo “Huang-Di Nei-Jing” (‘Libro Classico interno di Medicina dell’Imperatore Huang-Di’, il mitico Imperatore Giallo). Si tratta di un libro che ha visto la luce tra il IV° ed il II° secolo A.C., alla cui stesura hanno probabilmente partecipato più autori in epoche diverse, mettendo insieme tutta una tradizione orale di molto precedente.
Il libro è articolato in questo modo: l’imperatore Huang-Di si rivolge ad un personaggio di nome Qi-Bo (che nel libro ha l’appellativo di ‘Maestro Celeste’) e gli pone tutta una serie di domande sulla salute e sulla malattia. A queste domande il Maestro risponde in modo molto ampio e in queste risposte è contenuto gran parte del sapere medico del tempo.
In questo libro, fin dalle sue battute iniziali, si evidenzia immediatamente quel forte legame tra medicina e pensiero taoista di cui accennavo.
E’ scritto nel 1° capitolo:
Allora (l’imperatore Huang-Di) interrogò il Maestro Celeste:
“Ecco l’insegnamento che ho ricevuto: gli uomini dell’Alta antichità, passavano Cento primavere ed autunni senza declino della loro attività. Però gli uomini oggigiorno, a metà strada dei Cento anni, hanno tutti un declino della loro attività. Le circostanze sarebbero cambiate? O non sarebbe questo colpa degli Uomini?”

L’Imperatore si chiede perché nei tempi moderni (e si parla di due o tremila anni or sono) gli uomini invecchiano prematuramente e si ammalano con facilità.
Ed ecco la risposta:

Qi-Bo rispose: “Gli uomini dell’Alta antichità erano osservanti della Via (il Tao) e si regolavano sullo Yin-Yang… potendo così mantenere l’unione del corpo e degli Spiriti, arrivavano alla fine dell’età naturale e, centenari, se ne andavano.”
Nella risposta del Maestro Qi-Bo sono contenuti i due princìpi essenziali per una vita lunga, sana e felice: essere osservanti della Via e regolarsi seguendo l’alternanza dello Yin e dello Yang, cioè aderendo all’andamento dei fenomeni così come si presentano nella vita di ciascuno di noi.
E’ molto interessante come la prima affermazione, il primo grande insegnamento del Maestro, vada proprio a prendere in considerazione e a mettere in evidenza un aspetto decisamente spirituale: seguire la Via.
‘Via’ è la traduzione della parola cinese ‘Tao’ (pronunciato alla giapponese è ‘Do’). E’ una parola cardine del pensiero cinese e ha dato il nome a quella grande corrente di pensiero filosofico/religioso che va, per l’appunto, sotto il nome di ‘Taoismo’.
E’ una parola dai significati molto ampi. Possiamo pensare a questa Via come al grande disegno del Cielo. Seguire la Via significa muoversi, nel percorso della propria esistenza, aderendo a questo disegno, nel rispetto dei ritmi e delle leggi dell’Universo.
La Via, nel pensiero taoista, è per l’uomo il suo cammino più naturale, in un certo senso è il modo fondamentale per realizzarsi come essere umano. Il compito dell’uomo, durante la sua esistenza terrena, è quello di comprendere questo cammino e di percorrerlo fino in fondo.
Naturalmente, poiché si tratta di un cammino, umano va percorso con tutto il proprio corpo, in tutta la concretezza della condizione umana. E qui si innesta la seconda raccomandazione del Maestro Qi-Bo: regolarsi sullo Yin e lo Yang.
In un’altra sezione del libro, nel ‘Ling Shu’ (Perno spirituale) troviamo alcune affermazioni che ci permettono di comprendere meglio questa raccomandazione a regolarsi sullo Yin-Yang:
“Così dunque il saper-fare è il mantenimento della vita. Non dimenticare di osservare le quattro stagioni e di adattarsi al freddo e al caldo, di armonizzare allegria e collera e di essere tranquilli nel riposo come nell’azione, di regolare lo Yin/Yang e di equilibrare il duro e il molle.
In questo modo, avendo tenuto lontano la venuta delle energie perverse, vi sarà la Lunga Vita e la Durevole Visione.”

Diremo in seguito più diffusamente del significato di Yin-Yang. Per ora ci basti sapere che con questa seconda affermazione si vuole ribadire l’importanza di condurre un’esistenza semplice ed equilibrata. Concretamente è un invito (come dice anche Qi-Bo nella sua lunga risposta) a non comportarsi da sconsiderati: mangiare e bere con misura, lavorare e riposarsi con regolarità ecc. ecc.
In poche parole si tratta di conoscere e rispettare il proprio corpo (le sue energie, le sue potenzialità ed i suoi limiti) e di amministrarlo al meglio, con il dovuto rispetto e con il dovuto giudizio.
In queste due importanti raccomandazioni, seguire la ‘Via’ ed uniformarsi allo Yin-Yang, è riassunto l’unico modo che la M.T.C. ritiene possibile per “…mantenere l’unione del corpo con gli Spiriti” e quindi per condurre fino in fondo il tempo naturale che il Cielo ha riservato a ciascuno di noi. In questo modo possiamo condurre la nostra esistenza al riparo da ogni possibile ‘declino’ (in questo caso proprio anche nel senso di malattia ecc.).
Dietro la ricerca di questa armonia Corpo/Spiriti non c’è però solo un tentativo di arrivare il più possibile in avanti con l’età, ma c’è piuttosto l’idea che attraverso questa condizione, che contempla anche il compito di percorrere completamente il tempo che ci è stato assegnato, sia possibile arrivare a comprendere il senso ultimo della nostra vita come uomini e quindi di ‘realizzarci’ esattamente come tali, cioè come esseri umani.
In questo concetto di unità armoniosa corpo/spirito, il primo elemento (il corpo) è sostegno e condizione del secondo (lo spirito) e viceversa. Non c’è alcuna idea di divisione tra i due. In questa unione indivisibile si manifesta l‘unica realtà di quell’unico individuo, di quell’unico ed irripetibile essere umano.

Tratto da "Shiatsu Xin Informa" n. 12

 
     
     
 
 
   
   
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